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Come calcolare l’indennità dopo la bocciatura del Jobs Act

A cura di Stefano Trifirò

Sempre più spesso, i tribunali anticipano le decisioni della Corte Costituzionale. E’ accaduto recentemente in merito ad un licenziamento illegittimo, su come calcolare l’indennità dopo la bocciatura del Jobs Act.  

“Lo scorso settembre, la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale del Jobs Act relativamente alla disciplina delle cosiddette tutele crescenti sollevata dal Tribunale del Lavoro di Roma” racconta il giuslavorista Stefano Trifirò dello studio legale Trifirò &Partners.  Nello specifico, “la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale nella parte in cui prevede che il conteggio dell'indennità per i casi di licenziamento debba avvenire sulla base della retribuzione globale ed essere quantificata in base all’anzianità di servizio maturata dal lavoratore, ovvero in 2 mensilità per ogni anno di anzianità”.

La previsione di un'indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è dunque, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione. “Venendo meno il meccanismo di calcolo legato all'anzianità, si amplia la discrezionalità del giudice che potrà determinare l'indennità risarcitoria tenendo conto non solo della retribuzione percepita e dell'anzianità di servizio maturata, bensì anche di altri parametri”.

Prima ancora della pubblicazione ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo automatico di calcolo dell’indennità spettante per il licenziamento illegittimo, il tribunale di Bari è arrivato alle medesime conclusioni ed intepretazioni, anticipando di fatto la pronuncia della Corte.

L’avvocato Trfirò ci ha fornito maggiori dettagli e snodi tecnici su quanto emerso dalle carte bollate. “In un caso di impugnazione di un licenziamento collettivo, la sezione lavoro del Tribunale di Bari, rilevata l’illegittimità del licenziamento, nel quantificare la sanzione a carico del datore di lavoro, ha di fatto anticipato l’applicazione del principio sancito dalla Corte Costituzionale. Il Tribunale ha infatti riconosciuto un indennizzo di 12 mensilità di retribuzione, nonostante l’anzianità del lavoratore. Senza la sentenza della Corte Costituzionale il lavoratore avrebbe invece avuto diritto soltanto a 4-6 mensilità”, conclude Trifirò.

Un caso che dovrebbe far riflettere e rivedere le norme inerenti indennità ed anzianità lavorativa.

 

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