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Sussiste la giusta causa di licenziamento anche in caso di tentata appropriazione di beni di modico valore

Il Giudice del Lavoro di Massa ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato ad un dipendente, il quale aveva tentato di appropriarsi di beni di modico valore, nello specifico dispositivi di protezione individuale all’interno del reparto di un ospedale.

Il lavoratore, in sede di giustificazioni, ha ammesso il fatto che gli è stato contestato, sostenendo che se ne sarebbe appropriato per protezione propria, avendo terminato quelli messi a sua disposizione dalla Società datrice di lavoro. In seguito, con il ricorso introduttivo del giudizio, il dipendente ha ammesso anche che i DPI gli venivano consegnati direttamente dal datore di lavoro e che quelli che il medesimo era obbligato ad indossare per lo svolgimento della sua prestazione lavorativa erano differenti da quelli che aveva tentato di sottrarre. Ciò a dimostrazione del fatto che il dipendente ha tentato di appropriarsi di dispositivi che non erano necessari per lo svolgimento della sua attività.

Il Giudice ha ritenuto che la lesione del vincolo fiduciario non è direttamente proporzionale all’entità del danno patrimoniale, sulla base dei principi della Suprema Corte secondo cui è legittimo il licenziamento in tronco di un autista addetto allo scarico e alla consegna di merce a un punto vendita che aveva sottratto una busta di salumi (Cass. 23365/2009) o del dipendente di un supermercato trovato dalla vigilanza aziendale con confezioni di gomme e di caramelle in tasca (Cass. 24014/2017).

Peraltro nel caso in esame ci troviamo in presenza di dipendenti che svolgono la loro attività presso una struttura con cui il datore di lavoro intrattiene un rapporto di appalto, con la conseguenza che il Giudice del Lavoro, correttamente, ha ritenuto che le valutazioni del datore di lavoro erano condizionate dalla necessità di garantire alla struttura appaltante pubblica l’esecuzione del rapporto contrattuale in condizioni di fiducia e serenità, anche ai fini di un eventuale rinnovo contrattuale (Tribunale del Lavoro di Massa del 23 marzo 2022, causa curata da Mariapaola Rovetta).

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