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Legittimo il licenziamento per ragioni organizzative finalizzato a un incremento della redditività di impresa

Legittimo il licenziamento per ragioni organizzative finalizzato a un incremento della redditività di impresa

A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella

Con sentenza n. 9127 del 12 aprile 2018 la Suprema Corte si è nuovamente espressa sulle ragioni che possono determinare un’azienda a risolvere il rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, nell’ambito di una fattispecie inerente la soppressione di una posizione organizzativa stabilmente ubicata all’estero. La Suprema Corte, riformando la decisione di secondo grado, ha ricordato la più recente giurisprudenza di legittimità, secondo cui, ai fini della legittimità del licenziamento per ragioni organizzative, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro deve necessariamente provare. In particolare, la Corte di Cassazione ha precisato che “tra le ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro non possono essere aprioristicamente o pregiudizialmente escluse quelle che attengono a una migliore efficienza gestionale o produttiva ovvero anche quelle dirette a un incremento della redditività d’impresa”.

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