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T&P Magazine

Dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità

A cura di Mariapaola Rvetta

Il 23 febbraio 2022 la Commissione europea ha adottato una proposta sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, che stabilisce norme chiare ed equilibrate affinché le imprese, in particolare alcune categorie di imprese che rivestono determinati requisiti, rispettino i diritti umani e l'ambiente e tengano una condotta sostenibile e responsabile. Tra gli obiettivi innanzitutto la limitazione del riscaldamento globale a 1, 5 °C, nel rispetto di quanto previsto dall’Accordo di Parigi. Dunque, non si tratta più di una scelta, le aziende dovranno garantire il dovere di diligenza e la realizzazione di un determinato progetto. Per garantire che il dovere di diligenza diventi parte del funzionamento complessivo delle imprese le autorità amministrative nazionali designate dagli Stati membri dovranno vigilare sul rispetto della nuova disciplina e potranno imporre sanzioni in caso di inosservanza.

I consumatori e, in genere, gli utenti saranno più tutelati con maggior possibilità di agire per chiedere il risarcimento dei danni che avrebbero potuto essere evitati con l’adozione di adeguate misure di dovuta diligenza, facendo valere la responsabilità civile dell’impresa.

Il risarcimento riguarderà il danno identificabile ed evitabile o il danno attenuabile attraverso adeguate misure di diligenza, danno che sia stato causato nell’ambito dell’attività svolta dall’impresa o dalle sue controllate e dei rapporti commerciali intercorsi con soggetti terzi.

E da qui numerose saranno le questioni che sorgeranno quanto, innanzitutto, all’onere della prova, anche se la proposta deve essere ancora vagliata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio e, una volta adottata, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepirla nell’ambiti dei propri ordinamenti.


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