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T&P Magazine

ASSICURAZIONI, LOCAZIONI, RESPONSABILITA’

Agenzia – recesso della preponente – giusta causa – diritto al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso

(Tribunale Ragusa, Sezione Lavoro, sentenza del 20 maggio 2021 - causa seguita da Teresa Cofano e Bonaventura Minutolo)

E’ legittimo il recesso della preponente a fronte di condotte dell’agente che integrano la violazione di norme contrattuali, di disposizioni di legge e regolamentari che disciplinano lo svolgimento della sua attività, nonché di istruzioni e direttive impartite dalla Società e del codice di comportamento da quest’ultima predisposto.

Sussistendo la giusta causa di recesso, la preponente ha diritto di risolvere immediatamente il rapporto di agenzia, senza alcun obbligo di preavviso o di pagamento della relativa indennità sostitutiva che, invece, va posto a carico dell’agente, spettando alla Società un ristoro per i danni sofferti a causa dell’anticipata risoluzione del contratto.


Notifica alla ditta individuale

(Corte appello Roma, sentenza del 2 luglio 2021, causa seguita da Teresa Cofano e Bonaventura Minutolo)

La notifica ad una "ditta individuale", e cioè ad una persona fisica in relazione all'attività svolta nell'esercizio di una impresa individuale (nella fattispecie, ad un promotore finanziario), deve essere effettuata non già ai sensi dell'art. 145 cod. proc. civ. - il quale riguarda le persone giuridiche, le società non aventi personalità giuridica, le associazioni non riconosciute e i comitati di cui agli artt. 36 e seguenti cod.civ. -, ma ai sensi degli artt. 138 e seguenti c.p.c. (Cass. n. 1092/05).

In relazione alle notifiche ex art.138 c.p.c. e ss. le risultanze anagrafiche hanno mero valore presuntivo circa il luogo di residenza e possono essere superate, in quanto tali, da prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento.

Ciò premesso, deve ritenersi valida la notifica effettuata in presenza di una serie di elementi idonei a superare le risultanze anagrafiche, quali:

  • l’essere stata eseguita la notifica all’indirizzo della ditta individuale risultante dalla visura camerale di commercio al momento del ricorso (pur se diverso da quello di residenza del promotore finanziario); indirizzo, peraltro, ove erano state mandate tutte le comunicazioni nel corso del rapporto di agenzia fra le parti;
  • l’identità dell’oggetto della ditta individuale con quello relativo al contratto di agenzia;
  • la ricezione dell’atto nell’indirizzo indicato nel plico da parte del padre del resistente, qualificatosi come convivente;
  • la mancanza di prova contraria in ordine all’assenza di convivenza del ricevente con il destinatario della notifica.

 

Agenzia – Indennità sostitutiva del preavviso

In tema di contratto di agenzia, l'indennità sostitutiva del preavviso, spettante all'agente al momento della cessazione del rapporto, è assoggettata alla prescrizione quinquennale ex art. 2948, n. 5, c.c. e non all'ordinario termine decennale, in ragione dell'esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall'eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti in occasione della chiusura del rapporto

(Cassazione civile, 21/05/2021, n.14062)


Pagamento dell’assegno non trasferibile a persona diversa dal beneficiario – responsabilità della Banca negoziatrice

Ai sensi dell'art. 43, comma 2, legge assegni, la banca negoziatrice, chiamata a rispondere del danno derivato - per errore nella identificazione del legittimo portatore del titolo - dal pagamento dell'assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di intrasferibilità a persona diversa dall'effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile, per avere essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall'art. 1176 c.c., comma 2.

(Cassazione civile, 14/05/2021, n.13148)


Buona fede nell’esecuzione del contratto  - abuso del diritto

Il principio di buona fede nell'esecuzione del contratto di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c. legittima in punto di diritto l'insorgenza in ciascuna parte dell'affidamento che, anche nell'esecuzione di un contratto a prestazioni corrispettive ed esecuzione continuata, ciascuna parte si comporti nella esecuzione in buona fede, e dunque rispettando il correlato generale obbligo di solidarietà che impone a ciascuna delle parti di agire in modo da preservare gli interessi dell'altra, anche a prescindere tanto da specifici obblighi contrattuali, quanto dal dovere generale del "neminem laedere"; ne consegue che in un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo l'assoluta inerzia del locatore nell'escutere il conduttore per ottenerne il pagamento del corrispettivo sino ad allora maturato, protrattasi per un periodo di tempo assai considerevole in rapporto alla durata del contratto, e suffragata da elementi circostanziali oggettivamente idonei a ingenerare nel conduttore un affidamento nella remissione del diritto di credito da parte del locatore per facta concludentia, la improvvisa richiesta di integrale pagamento costituisce esercizio abusivo del diritto.

(Cassazione civile, 14/06/2021, n.16743)


Divieto di frazionamento della domanda

Le domande relative a diritti di credito analoghi per oggetto e per titolo, in quanto fondati su analoghi, seppur diversi, fatti costitutivi, non possono essere proposte in giudizi diversi quando i relativi fatti costitutivi si inscrivano nell'ambito di una relazione unitaria tra le parti, anche di mero fatto, caratterizzante la concreta vicenda da cui deriva la controversia. Tale divieto processuale non opera quando l'attore abbia un interesse oggettivo, il cui accertamento compete al giudice di merito, ad azionare in giudizio solo uno, o solo alcuni, dei crediti sorti nell'ambito della suddetta relazione unitaria le parti. La violazione dell'enunciato divieto processuale è sanzionata con l'improponibilità della domanda, ferma restando la possibilità di riproporre in giudizio la domanda medesima, in cumulo oggettivo, ai sensi dell'art. 104 c.p.c., con tutte le altre domande relative agli analoghi crediti sorti nell'ambito della menzionata relazione unitaria tra le parti.

(Cassazione civile, 30/06/2021, n.18563)


Diligenza e responsabilità della Banca nell’identificazione del prenditore di assegno non trasferibile

L'osservanza dell'obbligo di diligenza della banca, ai fini della valutazione della sua responsabilità nell'identificazione del prenditore dell'assegno non trasferibile, non può essere accertata sulla base di parametri rigidi e predeterminati, ma va verificata in relazione alle cautele suggerite dalle circostanze del caso concreto) e di tali accertamenti deve essere dato conto in motivazione. La responsabilità del banchiere si configura, in particolare, solo ove l'eventuale alterazione o falsificazione sia verificabile con la diligenza richiesta al bancario medio, e sia cioè riscontrabile ictu oculi 

(Cassazione civile, 22/06/2021, n.17769)


Debiti e privacy

In tema di trattamento dei dati personali, di cui al D.Lgs. n. 196 del 2003, integra una violazione del diritto alla riservatezza e dell'art. 11 del cit. Cod. Privacy, il comportamento di un creditore il quale, nell'ambito dell'attività di recupero credito, svolta direttamente ovvero avvalendosi di un incaricato, comunichi a terzi (familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa), piuttosto che al debitore, le informazioni, i dati e le notizie relative all'inadempimento nel quale questo versi oppure utilizzi modalità che palesino a osservatori esterni il contenuto della comunicazione senza rispettare il dovere di circoscrivere la comunicazione, diretta al debitore, ai dati strettamente necessari all'attività recuperatoria

(Cassazione civile, 02/07/2021, n.18783)


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