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T&P Magazine

Provvedimenti straordinari relativi al personale e impatto sul bilancio

Volentieri pubblichiamo l’interessante contributo del dr. Franco Rabitti, fondatore dello Studio Rabitti & Partners, che opera in attività di consulenza e assistenza alle aziende in materie di riorganizzazione e ridefinizione delle strategie aziendali, risoluzione dello stato di crisi, operazioni di M&A e nuova finanza.  Insieme allo Studio Rabitti & Partners sono stati portati a termine taluni importanti incarichi nei predetti settori.  

 

Di Franco Rabitti – Rabitti & Partners

 

Ogni volta che si tratta di studiare il rilancio o la ristrutturazione di una Impresa diventa centrale il tema del personale. Nel caso di rilancio si tratterà di riorganizzare i processi industriali e la conseguente metodologia di lavoro, oltre che inserire rapporti di lavoro con retribuzione a premio, con periodi di prova significativi, investimenti in personale qualificato e specialistico. Nel caso di ristrutturazione il tema è ancora più delicato perché quasi sempre esso passa da una razionalizzazione temporanea o meno del personale. Gli strumenti a disposizione, tra questi i cosiddetti ammortizzatori sociali, sono numerosi ma anche “pesanti” in termini di costo e di esborso, infatti ognuno di questi provvedimenti comporta esborsi continuativi e periodici a breve, a fronte di utilità attese nel medio periodo. Al giuslavorista compete in primo luogo l’individuazione della soluzione migliore per l’impresa e negoziabile con successo con le risorse umane ed i rappresentanti sindacali. Tuttavia non è sufficiente aver individuato la soluzione migliore, occorre evidentemente che essa sia anche praticabile e sostenibile in concreto proprio in funzione dei costi e degli esborsi che comporta.

Il costo spesso è di natura tale da incidere direttamente sul conto economico dell’esercizio in cui si adotta il provvedimento e quindi è indispensabile verificare quale sia il risultato d’esercizio; rimane in utile seppur inciso dal costo straordinario? Oppure comporta una perdita? in quest’ultimo caso va verificata la sostenibilità del Patrimonio Netto che potrebbe essere eroso o addirittura azzerato, con tutti i conseguenti problemi e con la necessità pertanto di aver già valutato come approntare i rimedi per ricostituire il capitale indispensabile. La perdita d’esercizio incide altrettanto sul rating bancario, problema significativo perché comporta diversa classe di rischio e modifica i livelli deliberativi.  L’esborso spesso è richiesto nell’immediato e quindi occorre disporre delle risorse finanziarie che se non già disponibili vanno reperite. Può dunque accadere che la verifica degli impatti sul conto economico, sullo stato patrimoniale e sui flussi di cassa, dimostri che la soluzione considerata la migliore sia di fatto insostenibile, così che ne debba esserne individuata un’altra anche essa da sottoporre alla verifica di sostenibilità.

È evidente che va posta attenzione agli impatti di un provvedimento sul personale, sul piano economico, patrimoniale e finanziario, il vero problema tuttavia è dare una “misura” ai suddetti impatti: se non è sostenibile un determinato costo o esborso, quale costo o esborso ė sostenibile, eventualmente ripartito in più esercizi? “Misurare” significa predisporre un Piano economico, patrimoniale, finanziario almeno triennale che preveda l’andamento dell’impresa, gli effetti degli impatti negativi, gli effetti positivi nel tempo dei provvedimenti adottati, tutto ciò simulando sia il “best case” che il “worst case”. Il Piano così strutturato consentirà di mettere a confronto anche i diversi scenari a seconda della adozione di provvedimenti sul personale di un tipo piuttosto che di un altro, e consentirà all’Imprenditore di scegliere razionalmente e di attrezzarsi per predisporre i necessari strumenti affinché il Piano nel suo complesso abbia successo. Il giuslavorista per parte sua sarà confortato dall’aver infine consigliato la soluzione migliore compatibilmente con lo stato e le risorse dell’impresa.

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