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Bacco e Venere possono far perdere il posto di lavoro? Commento ad una recente pronuncia del Tribunale di Pavia

Scritto da Admin | 3 maggio 2017

Bacco e Venere possono far perdere il posto di lavoro? Commento ad una recente pronuncia del Tribunale di Pavia

A cura di Stefano Beretta

Dice il noto proverbio che Bacco – con tabacco – e Venere riducono l'uomo in cenere.
Dice il Giudice che Bacco – anche senza tabacco – e Venere possono far perdere il posto di lavoro.

La sentenza è di questi giorni (tecnicamente una ordinanza emessa in ambito rito Fornero).

Protagonista il triangolo: Lui, Lei e L'altro, tutti colleghi di lavoro. L'antefatto, una cena aziendale di fine anno; il fatto, il dopo cena.
Dopo la cena dai molti brindisi, Lui si reca nel parcheggio attiguo ai locali aziendali e vede Lei (pure ex, come poi emergerà) appartata in macchina con L'altro.

"E' assolutamente indifferente cosa stesse facendo" Lei con L'altro, dice il Giudice.

Ciò che rileva è il comportamento di Lui che, verosimilmente spinto anche da Bacco, s'avvicina minaccioso e prende a calci e pugni l'autovettura-alcova costringendo Lei e L'altro a scendere.
Qui subentra Venere a dar manforte a Bacco e Lui aggredisce L'altro che, comprendendo di non doverne fronteggiare uno, ma tre, fugge mentre Lei si rifugia in macchina per evitare il peggio e lì rimane fino all'orario di apertura del locale aziendale, dove avrebbe dovuto iniziare il turno.

Ed anche Lui attende. Trovate le forze per uscire dalla macchina, Lei entra in azienda ma viene verbalmente aggredita da Lui che, pur non essendo di turno, vuole entrare con Lei nel locale aziendale, verosimilmente non per svolgere attività lavorativa.
Ed inveisce anche contro il Responsabile che non lo fa entrare, battendo pugni e calci sulla vetrata aziendale, sino a che non si fanno intervenire i Carabinieri, che invitano il protagonista a privarsi della compagnia di Bacco e Venere e raccolgono la denuncia di Lei, invitata anche a recarsi in ospedale per gli accertamenti del caso.

Alla contestazione, Lui reagisce riconoscendo il proprio comportamento che attribuisce a "qualche bicchiere di troppo" e confidando nella clemenza aziendale, peraltro non conseguita e viene licenziato.
Lui si rivolge al Giudice che, tuttavia, valutato complessivamente il comportamento tenuto prima nel parcheggio aziendale e poi in prossimità dei locali aziendali, afferma che si tratta di comportamento che denota "l'inclinazione del lavoratore alla reazione fisica e violenta incontrollata rispetto a situazioni di potenziale conflittualità" e ciò costituisce un "comportamento idoneo ad interrompere il rapporto fiduciario". Il Giudice aggiunge che "va tutelato l'interesse della società resistente ad evitare, stante la evidenziata incapacità del ricorrente ad autocontrollarsi, ogni contatto con gli ex colleghi quantomeno sul luogo di lavoro o in occasione del rapporto di lavoro".